Il
concetto di usabilità nasce nell'ambito dell'ergonomia in
relazione a qualunque
interazione uomo-artefatto. In seguito
trova maggior fortuna proprio per i prodotti a base informatica
(soprattutto i software), nel settore dell'ergonomia cognitiva.
L'usabilità
si applica in particolare alle interfacce, perchè
è
con esse che l'utente si relaziona. Ad ogni azione dell'utente
l'interfaccia risponde cn un risultato, un cambiamento di stato.
Le
tecniche di usabilità tentano dunque di porre l'utente al
centro dell'attenzione progettuale.
Il
problema dell'usabilità è emerso dapprima negli anni
80, con la diffusione delle tecnologie informatiche a livello di
ufficio e di famiglia, ed è definitivamente esploso negli anni
90, con la diffusione del personal computer. Se prima il computer era
solo un prodotto per esperti, ora diventa alla portata di tutti, e di
conseguenza lo deve diventare anche il suo funzionamento.
Con
l'avvento di Internet il problema dell'usabilità si è
spostato sui siti web; in questo nuovo campo dovrà tener conto
delle caratteristiche dell'interazione, in qualche caso anche
molto diverse da quelle tipiche del software: un software viene
utilizzato dopo esser stato acquistato, mentre un sito web prima
viene usato, e può dar vita ad un guadagno solo se l'uso
risulta soddisfacente. L'usabilità nei siti web è
perciò determinante.
Il
concetto di usabilità deve rientrare nella progettazione di un
sito in ogni sua fase di realizzazione: dalla definizione degli
obiettivi all'approntamento dei contenuti, fino all'interfaccia
finale, la quale ha anche compiti di comunicazione della brand
identity, e più in generale di immagine.
L'usabilità
deve quindi fare i conti tanto con le funzionalità di
un sito quanto con il suo design.